Apprendistato alla vita
fra il mare e la rivoluzione

 

Manuela Lo Sicco e Veronica Lucchesi in un momento di «Tandem» (foto di Andrea Casini)

Manuela Lo Sicco e Veronica Lucchesi in un momento di «Tandem» (foto di Andrea Casini)

NAPOLI – Andiamo a fare la rivoluzione o ce ne andiamo al mare? È questo il dilemma capitale che si pongono e si rilanciano Federica e Paola, in sella a due biciclette saldate fra loro e montate su una molla centrale che consente di farle salire e scendere, a turno, per alludere metaforicamente a slanci e sconforti.
Parliamo di «Tandem», il testo di Elena Stancanelli in scena nel Piccolo Bellini per la regia di Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco, due dei fondatori, con Emma Dante, della Compagnia Sud Costa Occidentale. E si tratta, con ogni evidenza, di una sorta di Bildungsroman teatrale: cioè del racconto di un apprendistato alla vita sospeso, appunto, fra ideali collettivi e ripiegamenti in un privato minimo, teso a soddisfare bisogni personali altrettanto minimi.
Ma il pregio del testo e l’interesse che suscita risiedono nel fatto che siamo di fronte a un gioco di specchi: poiché si capisce ben presto – dalla battuta di Paola ricorrente dall’inizio alla fine: «Io dov’ero?» – che lei non è che l’altra faccia di Federica, la sua parte che incarna, in un’età di passaggio, dubbi e incertezze che a poco a poco svaniscono per dar luogo a convinzioni frammiste, ci mancherebbe, a nuovi dubbi e nuove incertezze.
Non a caso, Federica e Paola sono vestite, truccate e pettinate esattamente allo stesso modo; e identici sono i gesti che compiono nella sequenza iniziale dello spettacolo, fissandosi come se, giusto, ciascuna di loro non vedesse nell’altra che la propria immagine. Sicché la pistola che reiteratamente si sottraggono a vicenda diventa il testimone dell’autentica staffetta che qui si corre fra la concretezza indiscutibile del sé e la riflessione opinabile su quanto il sé crede o desidera.
Inutile, a questo punto, sprecare parole sulla bravura delle interpreti, la stessa Manuela Lo Sicco e Veronica Lucchesi. Basta dire, riguardo alle loro evoluzioni su quel tandem, che ancora non a caso la Lo Sicco fu nel 2009 la coreografa di Emma Dante per l’allestimento della «Carmen» di Bizet che aprì la stagione lirica alla Scala.
Infine, voglio sottolineare che alla «prima» gli spettatori erano tutti giovani. E questo è già di per sé importante, con i tempi che corrono. Ma risulta addirittura confortante se lo si accosta all’ultima – e orgogliosa e coraggiosa – battuta di Paola. A Federica, che durante una manifestazione sente il pericolo della polizia, risponde: «Ma di cosa hai paura? Siamo un milione di persone…».

                                                                                                                                             Enrico Fiore

(«Il Mattino», 7 novembre 2015)

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