Archivi del mese: dicembre 2019

Eduardo nei Balcani

NAPOLI – Riporto la rievocazione scritta per il calendario Di Meo 2020, dedicato alla Serbia. Il primo incontro con i Balcani costituì per me, in quanto critico, una grande sorpresa: quella di scoprire che là sapevano del teatro di Napoli … Continua a leggere

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Non ci sono miseria e nobiltà, ma solo miseria e miseria

NAPOLI – Poi dice che non è vero che, in questa città, ad intervalli più o meno regolari si vedono a teatro sempre le stesse cose. Tre anni fa, in vista del Natale, ci venne proposto al San Ferdinando un … Continua a leggere

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Quella «Cantata» che sconfisse i gesuiti

NAPOLI – Riporto il commento pubblicato ieri dal «Corriere del Mezzogiorno». Sono quarantacinque anni che, ad intervalli più o meno regolari, Peppe Barra porta in scena «La cantata dei pastori»: prima come coprotagonista, poi come mattatore al fianco di una … Continua a leggere

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In sala prove per un concerto che non si farà

MODENA – In questa fine d’anno mi sono imbattuto in tre donne toste che dal palcoscenico combattono con una violenza sana (quella dell’intelligenza e della creatività) la violenza malata (quella del sessismo) che contro le donne continua a imperversare. La … Continua a leggere

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«Il gabbiano» vola fra Bruno Martino e Gino Paoli. Sotto la neve

PRATO – Eccoci, dunque, al secondo tempo della trilogia – un unico spettacolo in tre tempi intitolato complessivamente «Guarda come nevica» – con cui Licia Lanera affronta altrettanti generi letterari: il primo tempo («Guarda come nevica – Cuore di cane») … Continua a leggere

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Un Satana che pare Joker nell’«Albergo del libero scambio»

NAPOLI – È nota la definizione che de «Il Maestro e Margherita» di Bulgakov diede Eugenio Montale: «Un miracolo che ognuno deve salutare con commozione». E se non tutti possiamo essere d’accordo con tanto entusiasmo, di una cosa, invece, dobbiamo … Continua a leggere

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Quel clandestino senza nome che ha più di tremila nomi

BOLOGNA – Più volte, anche di recente, son tornato a sottolineare la verità – elementare, ma troppo spesso ignorata (quando non calpestata addirittura) proprio dagli addetti ai lavori – che il teatro è un’arte eminentemente sociale, che, cioè, riflette direttamente … Continua a leggere

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Un’Antigone che è il «doppio» di Creonte

PRATO – Mentre nel Fabbricone vedevo l’«Antigone» di Sofocle, mi è subito tornata in mente l’«Antigone» di Jean Anouilh. In cui, poco prima di essere murata viva, Antigone dice alla guardia: «Je ne sais plus pourquoi je meurs (Io non … Continua a leggere

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La «Napoli velata» di Enzo Moscato

NAPOLI – Riporto il commento a «Festa al celeste e nubile santuario» pubblicato ieri dal «Corriere del Mezzogiorno». Sarà stata la suggestione esercitata dal luogo, il San Ferdinando, ma resta il fatto che – mentre vedevo «Festa al celeste e … Continua a leggere

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