Archivi del mese: novembre 2014

Martone, il teatro come percorso

È possibile riassumere in una sola frase di appena dodici parole un’opera in due volumi di complessive cinquecentoottantatré pagine dedicata a una delle personalità più ricche e articolate del panorama teatrale italiano determinatosi a partire dalla seconda metà degli anni … Continua a leggere

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Fedra rivisitata in chiave femminista

La particolarità di «Fedra. Diritto all’amore» – il testo di Eva Cantarella in scena alla Galleria Toledo per la regia di Consuelo Barilari – sta nel fatto che capovolge l’assunto comune ai più noti drammaturghi (Euripide, Seneca, Racine, Pradon, Swinburne … Continua a leggere

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Lanzetta e Salvatore
in polemica con Eduardo

Va bene che le vie del teatro sono infinite, ma certe volte diventano cunicoli stretti e bui che non sai né perché siano stati scavati né dove portino. E facciamo, al riguardo, l’esempio dello spettacolo in scena all’Augusteo, che reca … Continua a leggere

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Per uno Stabile che faccia «politica»

Pubblico qui, come un vero e proprio articolo, il commento inviato da Raffaele Di Florio a proposito della mia riflessione circa le ultime dichiarazioni trionfalistiche rilasciate da Luca De Fusco, direttore del Teatro Stabile di Napoli. E compio questa scelta … Continua a leggere

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Ritorna l’attore chiamato Riccardo III

«Ho capito chiaramente una cosa: Riccardo III è soprattutto un grandissimo attore». Questo il succo delle note di Massimo Ranieri, regista e protagonista, per l’appunto, dell’allestimento di «Riccardo III», ora in scena al Diana. Ma non è una scoperta. L’aveva … Continua a leggere

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Il comunista, il fascista e «l’Unità» sulla bara

Renato, un anziano comunista ex partigiano. Manuel, un giovane fascistello di borgata che, avendo rotto una gamba a Renato investendolo con la sua Golf, adesso è costretto a fargli da infermiere per non essere denunciato. E Aurora, la figlia di … Continua a leggere

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Iaia Forte come sosia di un Servillo «en travesti»

«Gli uomini si dividono in due categorie: quelli che si mettono comodi e appassiscono, e gli altri. In ultima analisi, dico io, la vita è una favolosa rottura di coglioni. Ma su cosa dobbiamo concentrarci, sul favoloso o sulla rottura … Continua a leggere

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L’amore che finisce e tuttavia rimane

Pascal Rambert – autore di «Clôture de l’amour», il testo che con la sua regia è in scena alla Galleria Toledo per la produzione di Emilia Romagna Teatro – ha voluto mantenere anche nella versione in italiano (di Bruna Filippi) … Continua a leggere

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Sonata per trio sul Teatro Stabile:
Franceschini, Daniele e De Fusco

Illustrissimo Signor Ministro Dario Franceschini, La imploro – stando umilmente in ginocchio – di farmi il favore di concedere al Teatro Stabile di Napoli, entro il più breve tempo possibile, la tanto agognata (dallo Stabile di Napoli medesimo) qualifica di … Continua a leggere

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Pasolini e la morte che fu la sua vita

Un uomo guarda un altro uomo, semisepolto nel fango e vestito esattamente come lui. È Pasolini che contempla il proprio cadavere, in quella sera cupa e perduta (e strana e violenta) all’Idroscalo di Ostia. Comincia così «Una giovinezza enormemente giovane», … Continua a leggere

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