Archivi del mese: febbraio 2014

Indagine sui segreti della «ladra» chiamata vita

«Un’esplorazione a scossoni nella mente di una giovane donna sconvolta a causa di un orribile incidente che implicò la morte violenta di un cugino effeminato. È un dramma pieno di suspense con un finale macabro». Così, con molta precisione, Savery … Continua a leggere

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Due figli, Cenerentolo e una madre «en travesti»

Stavolta non ripetiamo la solita frase fatta. Quella ch’è protagonista all’Augusteo dello spettacolo «Come un Cenerentolo» (la compongono Biagio Izzo e Peppe Barra) risulta davvero una strana coppia: perché le caratteristiche espressive dei due interpreti, e soprattutto i percorsi artistici … Continua a leggere

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Un festival dell’Eiar nel circo di Viviani

Lo ripeto ancora una volta. La battuta finale che il clown Samuele rivolge alla compagna di sventura Zenobia – la sua anima, dice Samuele, «se distrae accussì, faticanno, facenno ‘e ggioche pe’ copp’ ‘a sbarra» – è il più alto … Continua a leggere

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Un «Avaro» nevrotico sulla sedia a rotelle

Basta considerare il celebre dialogo fra Arpagone e Frosina per accorgersi dei contenuti, ben più inquietanti, che si celano sotto la rassicurante superficie farsesca de «L’avaro» di Molière: giacché sappiamo che il catarro e la tosse di Arpagone erano quello … Continua a leggere

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Antonella Stefanucci, «Cavallapazza» guastatrice

«Quando si entra in un luogo sacro, ogni inquietudine svanisce e la serenità entra in te. Quando si entra in un teatro, si chiudono le porte e si spengono le luci, la serenità svanisce e ogni inquietudine entra in te. … Continua a leggere

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Finisce nell’incesto il Goldoni di Latella

Ciò che costituisce il pregio non comune de «Il servitore di due padroni» – la riscrittura della celebre commedia goldoniana che Emilia Romagna Teatro presenta al Bellini (la drammaturgia è di Ken Ponzio, la regia di Antonio Latella) – sta … Continua a leggere

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In viaggio con Lina da Masaniello a Eduardo

«Recitare in teatro significa in definitiva solo: vivere in fretta, eternamente in fretta! Recensire un attore significa dunque recensire il corso della vita di un uomo». Niente meglio di questo passo dei «Diari» di Friedrich Hebbel potrebbe inquadrare «Appunti di … Continua a leggere

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Cinecittà fra sogni, amarcord e panettoni

«Sono un saltimbanco, mi sento un attore, uno showman, un commediante. Uno che canta, recita, balla. Quando si fa questo mestiere, si dovrebbe saper fare tutto». È l’autoritratto di Christian De Sica riportato nel programma di sala di «Cinecittà», lo … Continua a leggere

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L’antieroe disoccupato della porta accanto

Finalmente. Finalmente una traduzione e un adattamento che, mentre dal testo originale espungono i risvolti narrativi o metaforici ormai palesemente datati, non ne cancellano i contenuti profondi e ancora oggi significanti. Parliamo dell’allestimento de «Il prigioniero della seconda strada» di … Continua a leggere

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Un foglio bianco che invoca la vita

Raffaele La Capria rappresenta una circostanza singolare. Rientra senza dubbio fra gli scrittori italiani con più alto tasso di letterarietà e, nello stesso tempo, è quello di loro che, forse, manifesta con maggiore lucidità la coscienza della separatezza della letteratura … Continua a leggere

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