Spazio aperto

Questa sezione intende offrire ospitalità a tutti i teatri e a tutti i teatranti che vogliano esporre un problema, illustrare un progetto o sollevare una protesta. L’autore del blog pubblicherà integralmente le loro opinioni e i loro comunicati, sempre che, a suo giudizio, siano d’interesse generale e sempre che, beninteso, con contengano offese.

8 risposte a Spazio aperto

  1. Nino Daniele scrive:

    Caro Professore,
    la sua nota meriterebbe un più ampio commento.Spero di poterlo fare incontrandola.
    Molti dei rilievi sulle condizioni strutturali dei nostri teatri ed in particolare del Mercadante e del S.Ferdinando sono oggettivi.Su questo posso assicurarle che tra mancanza di risorse e procedure infernali cercheremo di produrre qualche miglioramento a breve.Purtroppo la “riforma” e’ in atto.Da essa dipenderanno anche i criteri di distribuzione delle risorse del Fus.Che vengono distribuite ,ed ancora di più lo saranno in futuro ,con una forte tendenza a consolidare la ” spesa storica”.Se il nostro Stabile non conseguisse lo status di Teatro Nazionale ne risulterebbe ulteriormente penalizzato.Non è solo una questione di orgoglio per la nostra storia e per il nostro presente.Legittimi ,credo.Bisogna evitare l’approfondirsi del divario.Non possiamo supplire nella nostra realtà al diminuire delle risorse pubbliche con il mercato .Qui la crisi colpisce duro e spinge a tagliare i consumi culturali.Abbiamo meno Stato e meno mercato.Pochissime sponsorizzazzioni.Mentre il” valore cultura diffuso” e’ vitale e innovativo.Con realismo e date le mie responsabilità non posso che dirle che considero la convergenza di tutti su questo obbiettivo indispensabile.Cio non può certo precludere spazi al dibattito critico su strategie e scelte artistiche.Che, le garantisco ,seguo con doverosa attenzione.La mia esperienza e la mia formazione politica mi hanno insegnato che battersi per ottenere una buona legge può anche non servire a nulla.Ma costituisce in ogni caso un terreno di lotta più avanzato.

  2. Enrico Fiore scrive:

    Innanzitutto, ringrazio moltissimo l’assessore Daniele per il Suo intervento, che mi sembra puntuale, articolato e, particolarmente, scevro dai trionfalismi di comodo che, purtroppo, a Napoli continuano ad imperversare. E mi auguro anch’io di poterlo incontrare per discutere più a fondo dei numerosi e complessi problemi che nella nostra città sono sul tappeto del teatro e, in generale, della cultura. Ma ripeto, “la nostra storia” non deve costituire un alibi per nascondere sotto quel tappeto la proverbiale polvere di un “presente” che – mi permetto di affermarlo sulla base dei cinquant’anni di attività professionale come critico assolutamente libero da interessi personali nel settore – offre al momento pochi motivi di “orgoglio”. Lo diceva ai suoi tempi già Eduardo De Filippo, con il quale ebbi un rapporto diretto per me assai lusinghiero.
    Grazie ancora, assessore, e tanti cordiali saluti.
    Enrico Fiore

  3. Antonella Morea scrive:

    «Egregio dottor Fiore,
    vorrei raccontarle una storia. Lei mi conosce e sa che da circa quarant’anni io svolgo la mia professione con onore e una stima guadagnata esclusivamente sul campo, senza appartenere a gruppi o a parrocchie, senza essere parente di questo o di quello, ma lavorando con registi importanti e partecipando a spettacoli che hanno fatto storia.
    Ciò premesso, accade che nel mese di marzo il Napoli Teatro Festival Italia pubblichi sul suo sito un bando (pubblico) per l’individuazione e l’audizione di 9 (nove) attori professionisti (6 uomini e 3 donne) di età diverse: rispettivamente, gli uomini dai 23 ai 70 anni (si specificava anche il tipo di ruolo) e le donne dai 20 ai 70 anni (una ragazza di 20 anni, una donna piacente sui 50-60 e una caratterista tra i 60-70). I prescelti avrebbero partecipato all’allestimento di un testo di Eduardo De Filippo («Il sindaco del Rione Sanità») con la regia di Marco Sciaccaluga, prodotto dallo stesso Napoli Teatro Festival Italia, dallo Stabile di Genova e dallo Stabile di Napoli, da rappresentare al Festival e successivamente nella stagione 2014-2015.
    I documenti richiesti erano: 2 foto, il curriculum, la dichiarazione di disponibilità, il numero di matricola dell’Enpals, la domanda di ammissione al provino e un video di presentazione di tre minuti. Se uno solo di questi documenti fosse mancato, la domanda sarebbe stata invalidata.
    Naturalmente abbiamo partecipato in massa e prodotto i documenti richiesti. Dopo un po’ di tempo è stata pubblicata (sempre sul sito del Napoli Teatro Festival Italia) una lista dei preselezionati. E in quella lista, insieme con tanti colleghi, c’ero anch’io!
    Una signorina ci telefona e ci convoca per uno dei tre giorni in cui Sciaccaluga poteva essere a Napoli per fare i provini (1, 2, 3 aprile). Prendo un appuntamento e (a mie spese, come da bando) prenoto un aereo per Napoli da Trieste, dove in quei giorni ero a recitare con Carlo Buccirosso. Il provino prevedeva due brevi monologhi, uno in italiano e uno in napoletano, preferibilmente di Eduardo. Io entro e mi accorgo che Sciaccaluga prendeva visione del curriculum solo in quel momento!
    Comunque, salgo in palcoscenico e recito i due monologhi. Lui me ne chiede un terzo… un quarto… un quinto…!? Basta, ci salutiamo cordialmente e resto in attesa di una risposta.
    Tre giorni dopo i miei colleghi ricevono una mail in cui era scritto che purtroppo non avevano superato il provino. Io questa mail non la ricevo … Che cosa avrebbe pensato lei? Io ho pensato che forse ce l’avevo fatta. Ma passano i giorni… e niente, nessuna buona nuova.
    A Napoli diciamo: “Comme se sanno ‘e fatte? Cu ‘e ‘nciucie!”. E allora ho chiamato un amico che è sempre abbastanza informato e lui mi ha fatto i nomi delle persone che addirittura già avevano firmato per lo spettacolo. Naturalmente, m’interessai sopratutto alle donne. Ma vado a guardare nella lista dei preselezionati… e non ci sono!….
    Adesso, quindi, mi chiedo per quale motivo questi signori convocano attori di chiara fama per “provinarli” inutilmente quando hanno già deciso chi deve esserci… Perché in quella lista, caro dottor Fiore, c’erano persone come Tullio Del Matto, Tonino Taiuti , Antonella Cioli, Lucianna De Falco, Gea Martire e chi più ne ha più ne metta…
    Chi credono di prendere in giro? D’accordo, i provini servono per avere sovvenzioni. Ma allora fateli per bene, non scivolate sulla classica buccia di banana. In quella lista dovevano metterci anche le due attrici che non rientravano fra i preselezionati e che, invece, adesso faranno lo spettacolo! E se tutte le persone citate non erano piaciute ed erano stati costretti a chiamarne altre, anche questo (pure se non posso credere che sia andata così) dovevano pubblicare sul sito del Napoli Teatro Festival Italia.
    Ecco la storia, caro dottor Fiore. E tutto questo per avere una scrittura invernale e per avere l’opportunità di recitare almeno una volta al fianco di un attore del livello di Eros Pagni: un attore vero, di quelli che, ormai, costituiscono una razza in via di estinzione. La ringrazio e la saluto».
    Antonella Morea

  4. Enrico Fiore scrive:

    Una spiegazione da parte dei responsabili del Napoli Teatro Festival Italia è auspicabile. Per quanto mi riguarda, anche in questa circostanza confermo ad Antonella Morea tutta la mia stima.
    Enrico Fiore

  5. Roberto Giordano scrive:

    «Gentile Dott. Fiore,
    sento il dovere di lasciare anche io un commento circa i provini del Napoli Teatro Festival Italia.
    Sicuramente non ho la storia artistica di Antonella Morea (che stimo molto), ma qualcosina dal mio curriculum si evince… non ultimo, l’aver lavorato due anni fa con lo Stabile di Palermo nello spettacolo “Natale in casa Cupiello” (interpretavo il ruolo di Nennillo/Tommasino) da lei visto a Torino al debutto nazionale.
    L’anno scorso il Napoli Teatro Festival Italia pubblicava il seguente bando:
    - In occasione della prossima edizione del Napoli Teatro Festival Italia, che si terrà nella città di Napoli dal 6 al 23 giugno 2013, la Fondazione Campania dei Festival, in coproduzione con Teatro di Roma e Teatro Stabile di Napoli, produrrà lo spettacolo teatrale “Circo equestre Sgueglia” di Raffaele Viviani, per la regia di Alfredo Arias.
    - Sono ammessi alla preselezione gli attori e le attrici professionisti che produrranno entro e non oltre il 30.01.2013 la domanda di candidatura che dovrà comprendere:
    1. dichiarazione di disponibilità per il periodo di lavoro indicato;
    2. breve curriculum professionale (inclusivo di dati anagrafici, recapiti telefonici ed e-mail);
    3. numero di matricola ENPALS;
    4. due fotografie in formato jpg: un primo piano e una figura intera;
    3.1 Il presente avviso è finalizzato all’individuazione di attrici e attori, per i seguenti personaggi,
    che rispecchino le caratteristiche e capacità attoriali e professionali, indicate dal regista Alfredo Arias e ivi indicate:
    GIANNINA:
    circa 30 anni, di bell’aspetto, seducente, fisico atletico e muscoloso, conoscenza del dialetto napoletano
    GIANNETTO:
    circa 35 anni, alto, di bell’aspetto, dandy, conoscenza dell’accento toscano
    ROBERTO:
    circa 35 anni, di bell’aspetto, seducente con un lato un po’ tenebroso, conoscenza del dialetto napoletano
    NICOLINA:
    circa 20 anni, sexy e seducente, alta, magra, prosperosa, conoscenza del dialetto napoletano

    Invio tutto ciò che occorre per le selezioni, ma non vengo nemmeno selezionato per i provini (nel mio curriculum risultano tra l’altro 4 Viviani con registi e attori autorevoli).
    Siccome sono molto ingenuo, vorrei chiedere al Napoli Teatro Festival Italia:
    - come mai i ruoli per cui si cercavano attori e attrici sono stati solo 4 e non 23, come appunto risultano nella commedia in questione?
    - quali criteri vengono adottati per le selezioni? E soprattutto, i curriculum vengono realmente visionati dai registi?
    Mi sembra inconcepibile e assurdo che a tanti come me, che pur hanno un curriculum di un certo spessore, non venga data la possibilità di “fare un provino”!
    Cordialmente».
    Roberto Giordano
    «p.s.: anche quest’anno ho presentato la mia domandina per essere provinato per “Il sindaco del rione Sanità” di Eduardo De Filippo…ma anche questa volta non sono stato “nominato” per i provini».

  6. Enrico Fiore scrive:

    Anche per il commento inviato da Roberto Giordano vale la risposta che ho dato a quello inviato da Antonella Morea: una spiegazione da parte dei responsabili del Napoli Teatro Festival Italia è auspicabile.
    Enrico Fiore

  7. Renato Rizzardi scrive:

    Ieri sera, nello speciale di Rai2 dedicato a Massimo Troisi, l’attore Enzo Decaro ha fatto “nomi e cognomi” indicando il dottor Enrico Fiore quale promotore del percorso, di successo, de La Smorfia, grazie ad una indicazione contenuta in un suo articolo. Mi ha fatto molto piacere, soprattutto per il fatto che Decaro l’abbia ricordato e reso pubblico. Non accade spesso. Cordialità.

  8. Enrico Fiore scrive:

    Non mi resta che ringraziare Renato Rizzardi per la segnalazione ed Enzo Decaro per aver ricordato ancora una volta la mia testimonianza di critico relativa agli esordi suoi, di Massimo Troisi e di Lello Arena. Sono simili attestati che mi spingono a non disperare del tutto, nel deserto culturale che oggi ci circonda.
    Enrico Fiore

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