Se il plagiario si chiama Benigni

Roberto Benigni e Massimo Giannini a «Ballarò»

Roberto Benigni e Massimo Giannini a «Ballarò»

Ieri sera, per pura curiosità, ho gettato uno sguardo sui talk-show condotti da Massimo Giannini su Raitre e da Giovanni Floris su La 7. E dico la verità, son rimasto a bocca aperta quando, conversando per l’appunto con Giannini, Roberto Benigni – sì, proprio lui, il Premio Oscar che incarna il ruolo di guastatore principe contro gl’infiniti vizi del Belpaese – se n’è uscito con una battuta (cito a memoria) sul fatto che, dal momento che la gente è inquieta, possiamo stare tranquilli. E giù con le risate del conduttore, accompagnate da un entusiastico: «Questa è buona!» e dal compiacimento di Benigni per il successo ottenuto dalla sua sortita. Io son rimasto a bocca aperta non perché m’è venuto da ridere, ma perché la battuta che Benigni s’è attribuita con la complicità di Giannini ricorre pari pari nel «Diario» di Julien Green: «Solo finché si è inquieti si può stare tranquilli».

                                                                                                                                            Enrico Fiore

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